«Il limite è ciò che ci rende umani»: il Patriarca di Venezia sulla tentazione transumanista

«La grandezza dell’uomo non consiste nell’essere senza limite. Il limite non è semplicemente ciò che la tecnica deve ancora riuscire a vincere, ma una delle condizioni attraverso cui l’uomo diventa o rimane propriamente umano». È un attacco netto e un vero e proprio manifesto antropologico quello lanciato dal Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, nel suo articolato intervento tenuto il 25 settembre scorso presso la sala conferenze della Scuola Grande di San Marco. Al centro della sua riflessione sul tema “Senescenza: dilemmi, dignità, cura, senso del limite”, monsignor Moraglia ha affrontato le sfide poste dalle moderne tecnoscienze, dall’intelligenza artificiale e dalle correnti transumaniste, tracciando un confine netto tra il legittimo progresso e l’illusione dell’onnipotenza.
Partendo dai grandi racconti mitologici — da Gilgamesh a Icaro, fino a Prometeo —, il Patriarca ha evidenziato come l’esigenza di superare la propria fragilità sia insita nell’animo umano fin dall’antichità, ma ha rimarcato la «differenza decisiva tra trascendersi e abolirsi». Se la conoscenza, la cultura e la relazione permettono di trascendersi, il transumanesimo rischia di prefigurare una mutazione radicale. Non si tratta di una semplice caricature tecnologica, ha precisato il Patriarca, bensì di «una corrente di pensiero che mira alla creazione di un “uomo nuovo” fino al superamento della condizione segnata dal limite», intervenendo su età, genetica, memoria e persino sulla mortalità.
Non è tutto reflusso quel che brucia: come si fa la vera diagnosi

Ormai qualche tempo fa abbiamo parlato in questo spazio di reflusso gastroesofageo (https://gvperte.genteveneta.it/il-reflusso-gastroesofageo-croce-e-delizia-del-gastroenterologo/): in pratica, una delle diagnosi più frequenti in gastroenterologia. Anche troppo, in verità: quanti di voi, dopo una visita otorinolaringoiatrica o pneumologica si sono sentiti dire di soffrire di reflusso… E quanti, dopo una terapia anche prolungata, alla visita con il gastroenterologo hanno dovuto prendere atto che forse non era vero!
Eh sì, non è tutto reflusso quello che sembra tale e spesso è difficile da dimostrare con certezza. Mi spiego meglio: alcuni sintomi “tipici” sono abbastanza suggestivi, il bruciore e il dolore dietro lo sterno, ad esempio, magari accentuati a stomaco vuoto, con un po’ di rigurgito. Sintomi facili da descrivere e da identificare. A questo punto, avendo noi dei farmaci molto efficaci nel ridurre l’acido, causa prima di questi malanni, con poche pillole passa la paura. I sintomi rapidamente spariscono, il paziente si rassicura ed il gastroenterologo dorme sonni tranquilli…
Venezia, il Gran Priorato di Malta svela le sue antiche carte

Testimonianze scritte, che raccontano storie di famiglie e territori, e spazi di solito inaccessibili al pubblico. Il Gran Priorato dell’Ordine di Malta a Venezia aprirà in via eccezionale al pubblico domani, sabato 3, in occasione di “Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro”, nell’ambito della quinta edizione dell’iniziativa nazionale promossa da A.D.S.I. -Associazione Dimore Storiche Italiane, con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e di ANCI, in cui archivi e biblioteche storiche pubbliche e private, aprono gratuitamente le loro porte al pubblico. Si tratta di un’occasione unica per entrare in luoghi normalmente preclusi alle visite e riservati esclusivamente alla consultazione e alla ricerca.
A Venezia in particolare l’apertura del Priorato di Lombardia e Venezia dell’Ordine di Malta, che oggi opera in 120 Paesi, offrendo assistenza medica, sociale e umanitaria, è una singolare occasione per scoprirne la sua storia e gli spazi solitamente interdetti, con la possibilità di visitare il chiostro, le antiche scuderie, riportate al loro aspetto originario, e il giardino, che occupa una superficie di oltre tremila metri quadrati ed è tra i più vasti ancora privati nel centro della città. Con l’occasione sarà possibile visitare anche l’archivio, l’ambiente più importante e caratteristico dell’intero palazzo, e saranno presentate preziose testimonianze documentarie del passato. In particolare verrà esposta un’antica bolla di ammissione all’Ordine di Malta in pergamena e alcuni cabrei e litografie del XIX secolo raffiguranti abiti, uniformi e decorazioni dell’Ordine.
Archivio Tapuista: l’art brut a Mestre con TAPU

Fare diventare Mestre riferimento per l’art brut? E’ questo l’obiettivo dell’apertura dell’“l’Archivio Tapuista”: un centro di documentazione e ricerca aperto alla città, curato e ospitato dalla galleria TAPU SINGOLARE in via Premuda 5. La presentazione ufficiale si è svolta venerdì 11 settembre alla portineria di quartiere di via Piave, dove la corte interna del civico 65 si è animata dalle ore 17.00 alle 18.00. Lo scopo dell’iniziativa è la creazione di una raccolta di materiali su questo filone artistico e sulle sue pratiche outsider, sostenuto dalla Fondazione di Venezia attraverso il Bando Cultura 2026.
A lezione senza barriere: l’Università della Terza Età chiede aiuto ai giovani

A Venezia anche un tragitto apparentemente semplice può diventare un ostacolo, soprattutto per una persona anziana che abbia difficoltà negli spostamenti. Tra calli, ponti e percorsi che spesso richiedono tempo e fatica, raggiungere la sede dell’Università della Terza Età può non essere così agevole per tutti. Da qui nasce l’appello della presidente UniTeVe e docente di Memoria dell’antico, Irene Favaretto, che guarda ai giovani chiedendo la loro disponibilità ad accompagnare gli iscritti che ne avessero bisogno nel tratto di strada tra casa e l’Istituto Cavanis, sede storica dell’Università. Un gesto di attenzione e solidarietà che, in una città dalla conformazione unica come Venezia, potrebbe consentire a chi è più fragile di continuare a frequentare le lezioni senza che le difficoltà legate alla mobilità diventino una barriera. E rappresentare anche un’occasione concreta per creare un ponte tra generazioni diverse, mettendo in relazione giovani e anziani attraverso un aiuto semplice, ma dal forte valore umano.
Psicologo a domicilio in aiuto agli anziani soli

Nasce a Venezia un modello innovativo di prossimità rivolto agli anziani soli e alle loro famiglie. L’obiettivo, migliorare la qualità della loro vita contrastando il rischio di isolamento e di emarginazione; ma anche sostenere i nuclei familiari in difficoltà, che si trovano a dover gestire situazioni di fragilità, legate ai propri cari, sempre più complesse. “Non siete soli!”, progetto lanciato dall’associazione “Corte del Forner” – che gestisce l’Emporio della solidarietà della città lagunare – in sinergia con “Centro Santa Maria Mater Domini”, realtà entrambe presiedute da Anna Brondino, è il titolo di un’iniziativa pronta a lanciare 3 nuove proposte che saranno ospitate nel patronato “Carlo Acutis”, a pochi passi da campo Santo Stefano, da ottobre 2026 fino ad aprile-maggio dell’anno prossimo: consulenze psicologiche a domicilio per i primi 5 utenti over 65 che ne faranno richiesta, residenti in centro storico o in terraferma, sportello di segretariato sociale per orientare verso servizi e istituzioni competenti in base alle richieste espresse (dall’aiuto nelle pratiche da attivare ai documenti da predisporre, fino al chiarire come muoversi tra servizi sociali e sanitari) e, terzo elemento fondamentale del pacchetto, gruppi di socializzazione. Non semplici momenti ricreativi, ma occasioni pensate per mantenere attive le capacità cognitive e relazionali, restituendo all’anziano un ruolo nella comunità. «Sponsor del progetto – ha spiegato lunedì, alla Domus Ciliota, la presidente Brondino – è la Fondazione di Venezia, grazie ad un bando che abbiamo vinto. Abbiamo ottenuto un fondo per dare avvio ad un progetto pilota che ci auguriamo di portare avanti e ampliare ulteriormente, oltre la città lagunare». I numeri confermano una trasformazione profonda del centro storico: basti pensare che al 31 dicembre 2025 l’età media degli abitanti superava i 51 anni. Nel 2024 gli over 65 rappresentavano circa un terzo dei residenti e il 55,4% delle famiglie era formato da una persona soltanto. «Tutto è partito da un’esperienza personale: la scomparsa di mia madre a giugno scorso. Soffriva di demenza senile e, prima di trovarle un posto in una casa di riposo, abbiamo dovuto seguire una trafila lunghissima. Ogni mese spendevamo 4mila euro di retta, più 1.500 per la badante (ne abbiamo cambiate 10) che doveva seguirla lì. Chi può sostenere una spesa del genere? Un problema, quello legato alla cura dei nostri anziani, che rischia di schiacciare letteralmente una marea di famiglie».
Mestre, nasce “Artemis”: il Centro che guarda alla famiglia a 360 gradi

Un team tutto al femminile, formato da un’équipe multidisciplinare in grado di unire competenze cliniche, terapeutiche ed educative. È proprio questo il punto di forza del nuovo Centro per la famiglia “Artemis”, con sede a Mestre, nel piazzale Candiani: la cooperazione e lo scambio interno continuo, lavorando non come singole figure isolate, ma come gruppo coeso che guarda alla famiglia, appunto, nella sua totalità. A 360 gradi. Una proposta per il territorio preziosa, inaugurata solo poche settimane fa e improntata su quattro aree specifiche: clinica, giuridica e dedicate all’adolescenza e alla famiglia. L’obiettivo di fondo, sostenere ogni tipo di richiesta. Dalla psicoterapia individuale al supporto genitoriale, fino ai percorsi educativi, con uno sguardo sinergico e su misura in base alle richieste. Per quanto riguarda l’area clinica, “Artemis” offre percorsi di psicologia e psicoterapia con professionisti di diverso orientamento, nonché interventi specialistici sul trauma, focalizzati sulla cura della persona e sulla qualità della sua vita. L’area giuridica punta invece a garantire una valutazione tecnica e specialistica rigorosa, ponendo al centro la tutela dei soggetti più vulnerabili e la salvaguardia del benessere dei minori coinvolti nelle dinamiche connesse alla separazione dei propri genitori. Se l’area famiglia propone, tra le altre cose, gruppi di sostegno alla genitorialità o di mutuo aiuto su vari temi, gruppi di parola per mamme e papà o figli che stanno attraversando la fase della separazione coniugale, momenti di accompagnamento al parto o post-partum, oltre che spazi di relazione per genitori e figli, l’ambito dedicato all’adolescenza agisce invece sulle principali problematiche della fascia giovanile. A cominciare dal disagio emotivo e relazionale (gestione dell’ansia e difficoltà nell’accettare i cambiamenti del corpo), fino all’isolamento (tra fobia scolare e tensioni conflittuali con il mondo degli adulti e della famiglia).