A lezione senza barriere: l’Università della Terza Età chiede aiuto ai giovani

In vista dell’avvio del nuovo anno accademico, l’appello della presidente Favaretto per accompagnare gli anziani nel tratto di strada tra casa e sede universitaria. «Vogliamo raggiungere quante più persone possibili e combattere la solitudine»

A Venezia anche un tragitto apparentemente semplice può diventare un ostacolo, soprattutto per una persona anziana che abbia difficoltà negli spostamenti. Tra calli, ponti e percorsi che spesso richiedono tempo e fatica, raggiungere la sede dell’Università della Terza Età può non essere così agevole per tutti. Da qui nasce l’appello della presidente UniTeVe e docente di Memoria dell’antico, Irene Favaretto, che guarda ai giovani chiedendo la loro disponibilità ad accompagnare gli iscritti che ne avessero bisogno nel tratto di strada tra casa e l’Istituto Cavanis, sede storica dell’Università. Un gesto di attenzione e solidarietà che, in una città dalla conformazione unica come Venezia, potrebbe consentire a chi è più fragile di continuare a frequentare le lezioni senza che le difficoltà legate alla mobilità diventino una barriera. E rappresentare anche un’occasione concreta per creare un ponte tra generazioni diverse, mettendo in relazione giovani e anziani attraverso un aiuto semplice, ma dal forte valore umano.

In cerca di nuovi sostenitori

Docenti e studenti iscritti all'Università della Terza Età di Venezia (foto d'archivio)

Prosegue instancabile l’attività dell’Università della Terza Età della città lagunare che, in vista dell’avvio del nuovo anno accademico ormai ai nastri di partenza, lancia un ulteriore appello alle realtà associative del territorio, affinché mettano a disposizione dei fondi che consentano di coprire le quote annuali di chi vive una situazione di fragilità a livello economico, dunque in difficoltà nel sostenere la retta prevista per ogni iscritto. L’invito accorato arriva anche in questo caso dalla presidente Favaretto, che auspica di poter presto istituire una sorta di borsa di studio proprio per quelle persone «che non possono permettersi l’iscrizione». In altre parole, l’idea è legata ad una qualche forma di «supporto economico» per aprire il più possibile le porte di una realtà preziosa in città, il cui obiettivo è innanzitutto quello di abbattere i muri della solitudine. Un punto, questo, su cui Favaretto insiste ogni anno, ricordando quanto sia fondamentale, raggiunta una certa età, non isolarsi e convincersi a uscire di casa per non farsi attanagliare dalla malinconia. «Il clima che s’instaura durante le nostre lezioni è molto bello – evidenzia la presidente, in carica ormai da una decina di anni –. Ciò che per noi è particolarmente importante è raggiungere quante più persone possibili. Anche quelle che non si sentono di prendere parte alle lezioni, perché ritenute troppo impegnative o non adatte a chi, nella propria vita, non ha portato avanti studi particolari. Ci tengo a precisare che la nostra proposta è davvero alla portata di tutti».

«Insegnare? Un impegno e un piacere»

Il programma completo delle lezioni previste per l'anno accademico 2026-2027

Le iscrizioni aprono ufficialmente venerdì 2 ottobre – la retta è rimasta invariata rispetto all’anno scorso – e danno la possibilità di seguire 7 corsi distribuiti fra primo e secondo trimestre: da novembre a gennaio e da febbraio ad aprile. I docenti, in tutto una quarantina, portano avanti l’attività a titolo gratuito, preparando le lezioni con grande impegno e competenza, proponendo nuovi temi ogni anno. «I “vecchi” iscritti sono già a quota 170. Prevedo che, comprendendo i nuovi utenti e i professori, arriveremo intorno alle 400 persone, in linea con il 2025-2026. Per quest’anno accademico abbiamo anche una serie di novità». A cominciare dalle lezioni di inglese “da zero”, da anni richieste dagli studenti senior UniTeVe, poi un corso interamente riservato ai giardini, tenuto dalla professoressa Martina Frank, new entry nel corpo docente. E ancora, spazio alla storia d’Egitto e a Dante Alighieri proiettato nel tempo, ovvero com’è stato riletto e interpretato, anche in altre lingue, nei secoli successivi alla sua morte. Dopo il successo già riscontrato, sarà inoltre rilanciata la convenzione stipulata l’anno scorso con il Comune di Cavallino-Treporti, che consentirà di trasmettere da remoto, per coloro che sono impossibilitati a raggiungere il centro storico veneziano, alcune lezioni selezionate in un’apposita aula. «Tanti gli iscritti che vengono anche da fuori Venezia – spiega la presidente –. C’è chi arriva dal Lido, da Murano e Burano, da Ca’ Savio… I corsi per l’anno accademico 2026-2027 saranno una quarantina», compresi – tra gli altri – gli amatissimi Canto corale, Laboratorio teatrale, Disegno e Pittura, Fotografia. «Sarebbe bello riuscire a portare il canto, e in modo particolare le canzoni legate alla nostra tradizione, anche nelle Rsa e nelle case di riposo veneziane. Un incentivo a trascorrere un pomeriggio in armonia e allegria», l’auspicio. Immancabile, come sempre, un ringraziamento a Sabrina Valente, segretaria UniTeVe, nonché direttrice del coro; ai padri Cavanis per l’ospitalità e a Rotary Club di Venezia e Inner Wheel, che supportano la missione portata avanti dall’università da 41 anni. L’inaugurazione è in programma il 27 ottobre, con inizio delle lezioni fissato ai primi di novembre. «Insegnare è per noi un impegno: alla base c’è una preparazione che va oltre l’ora in sé di lezione. Ma è soprattutto un divertimento e un piacere. Con i padri Cavanis – conclude Favaretto – stiamo cercando di individuare anche una modalità volta ad avvicinare i giovani agli anziani. Una formula efficace che permetta di mescolare generazioni differenti».

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