Alex Signoretti, il più giovane maestro vetraio di Murano

Ha 30 anni, è figlio d’arte ma ha fatto la gavetta: «I gusti oggi sono cambiati, cerco di rivisitare colori e decorazioni»

Alex Signoretti, 30 anni, è il più giovane maestro vetraio di Murano. Nell’isola dove è cresciuto e si è formato, lavora in un laboratorio coadiuvato da altri due giovani di 27 e 28 anni, costituendo in questo modo il team più giovane dell’isola.

«Ho sempre avuto la passione per la lavorazione del vetro – racconta Signoretti – ma ho avuto anche la fortuna di cominciare a fare le prime prove fin da piccolo perché mio nonno Bruno Fusato Signoretti era amico di un altro noto maestro vetraio, Pino Signoretto. Vedendo il mio interesse per l’arte, Signoretto ha accettato di mostrarmi le prime nozioni. Poi sono partito, come tutti, dal fare l’assistente in fornace e un po’ alla volta i maestri, vedendo che ne avevo le capacità, mi hanno affidato compiti sempre più complessi, ampliando la mia formazione».

Un mestiere che va oltre la creazione di per se stessa, ma che si fa portatore di importanti valori: «Le nuove generazioni – dichiara Signoretti – tendono a volere tutto e subito, in questo fortemente influenzate dai social. Il mestiere di vetraio, come gli altri lavori artigianali, insegna invece l’importanza della pazienza: solo con questa si possono raggiungere risultati che danno soddisfazione. E per me ogni creazione è fonte di soddisfazione perché mi permette di acquisire più esperienza e di migliorarmi».

Lo stile di Signoretti si inserisce nella tradizione della fabbrica di famiglia con un tocco più moderno: «Senza stravolgere i modelli classici – spiega – cerco di rivisitare colori e decorazioni per renderli adatti allo stile di arredamento delle case contemporanee. Per esempio alcuni vasi e centritavola che andavano di moda negli anni Settanta avevano dei colori molto accesi e decorazioni quasi barocche: ma adesso che si preferisce uno stile più minimal risulterebbero “pesanti”.  Con abbellimenti e tinte giuste queste opere possono essere apprezzate anche oggi».

«Molta richiesta per l'oggettistica, meno per lampadari e sculture»

Vaso policromo di Alex Signoretti (foto Francesco Dolfo)

Tra le tipologie di opere più richieste, Signoretti indica l’oggettistica: «Vasi e centritavola - afferma - sono quelli che attirano di più il cliente medio italiano e internazionale. Invece i critici d’arte o comunque i più appassionati non disprezzano sculture o lampadari. Per questi ultimi, però, vi è in generale un calo delle richieste anche perché vedo che ultimamente gli architetti utilizzano molto di più la plastica per l’illuminazione».

Come canale di vendita Signoretti, pur avendo un negozio online, preferisce la sede fisica: «Un’opera - spiega il giovane - vista in foto non rende. Inoltre quando un cliente viene qui ha modo anche di conoscere la storia della nostra famiglia e della tradizione vetraria, di vedere dal vivo la lavorazione e di comprenderne il valore artistico ed economico».

E parlando di economia non si possono non menzionare i rincari degli ultimi anni: «Prima della guerra in Ucraina - osserva Signoretti - il gas costava 0,15 euro al metro cubo. Con l’aggravarsi dei conflitti sulla scena internazionale ora il prezzo è quadruplicato e a questo bisogna aggiungere il rincaro delle materie prime. Le grandi aziende non soffrono particolarmente perché hanno agevolazioni e un business tale da poter aumentare i prezzi di vendita senza particolari problemi. Le piccole e le medie aziende a conduzione perlopiù familiare sono quelle che soffrono di più».

«Le tecniche secolari rischiano di perdersi: serve un hub per i giovani»

Le tecniche secolari dei maestri vetrai rischiano di essere perdute. A lanciare l’allarme è il giovane maestro Alex Signoretti: «In questi anni non si è investito abbastanza nelle nuove generazioni - denuncia - e adesso che molti dei maestri vetrai più anziani stanno andando in pensione, i pochi giovani rimasti rischiano di non apprendere in tempo tutte le conoscenze che sono state tramandate per secoli».

Anche perché il mestiere del maestro vetraio si basa ancora su attrezzature tradizionali che non sono cambiate poi tanto con le nuove tecnologie. Ma alcuni saperi antichi che permettevano di ottenere specifici risultati sono già state dimenticate: «Oggi noi giovani spesso procediamo per tentativi - ammette Signoretti - a volte andando in contrasto purtroppo con le tecniche dei maestri più anziani».

Un’altra questione aperta è il ricambio generazionale che non c’è a sufficienza: «I grossi marchi - spiega Signoretti - possono investire nella formazione, ma i laboratori a conduzione familiare spesso hanno spazi molto ridotti che non possono ospitare in sicurezza degli apprendisti». Per aiutare anche le aziende più piccole Signoretti propone un’idea: «Sarebbe bello che le istituzioni ci dessero una mano per creare un hub per la formazione dei giovani e per far capire loro la bellezza di questo mestiere. Bellezza che purtroppo spesso viene dimenticata di fronte alla fatica di lavorare davanti al fuoco per otto ore al giorno».

Camilla Pustetto

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