
Con il termine microbiota intestinale s’intende l’insieme dei microorganismi, per lo più batteri, che vivono nel nostro intestino. Secondo le più moderne e confermate ricerche scientifiche, i microbi ospitati nel nostro intestino sono un vero e proprio organo all’interno di noi stessi: se contiamo tutti quelli che abitano i nostri organi e ricoprono la nostra pelle arriviamo alla stupefacente cifra di 100mila miliardi di cellule, cioè 10 volte il numero delle nostre cellule, che sono 10 mila miliardi.

Il microbiota intestinale è certamente il più importante tra i vari microbioti: basti pensare che pesa circa 1 chilo e mezzo e si compone di circa 500 specie di batteri fra loro diverse. Contiene microbi utilissimi, alcuni perfino capaci di interagire con il nostro metabolismo: è il caso, ad esempio, del Bacteroides Thetaiotaomicron, che aumenta enormemente la capacità del nostro organismo di metabolizzare i carboidrati. Già nel 2006 la celeberrima rivista scientifica “Nature” pubblicava uno studio sul rapporto tra due determinate popolazioni di microbi intestinali (Firmicutes rispetto a Bacteroidetes) che predisponeva o proteggeva dallo sviluppare l’obesità.
Altra scoperta assolutamente confermata è che l’alimentazione variegata promuove una flora batterica, come si definiva una volta il microbiota intestinale, capace di mantenerci in salute. Se, invece, seguiamo un regime alimentare tutt’altro che vario e mangiamo sempre e solo gli stessi cibi, anche il nostro microbiota intestinale sarà molto impoverito e pertanto ci esporrà a infezioni, malattie infiammatorie e allergie.

Esempio ne è l’atopia del neonato – predisposizione genetica a sviluppare alcune reazioni anafilattiche – spesso correlata all’alimentazione della madre propensa ad assumere scarsissima varietà di alimenti. E come se non bastasse recenti ricerche hanno evidenziato che una certa tipologia di microbiota intestinale della donna in gravidanza predispone in maniera importante, quasi sicura, al parto prematuro. Chi l’avrebbe mai detto?
Queste conoscenze ci offrono la possibilità di evitare certe malattie “curando” la composizione batterica della nostra flora intestinale, ovvero assumendo i cosiddetti fermenti lattici non a casaccio, ma secondo la ripartizione che maggiormente possa promuovere la salute del nostro corpo, di cui è già dato conoscere la cosiddetta mappa batterica intestinale al punto che qualche studioso ha già cominciato a parlare di “terapia batterica”.
E per finire un consiglio pratico: se volete il bene del vostro microbiota intestinale non assumete mai i fermenti lattici contemporaneamente all’antibiotico – sarebbe semplicemente inutile, essendo i batteri immediatamente “uccisi” dall’antibiotico – ma solo dopo la conclusione della terapia antibiotica, così da ricostruire adeguatamente il vostro bionte.
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